sabato 26 maggio 2012

mezz'ora

Ogni sabato c'è il test da superare, ho solo mezzora di tempo, mi è consentito solo un errore, se ne faccio due sono bocciata, e devo ripetere tutto daccapo e tornare la next time...
la last time, sono stata bocciata.
potrei essere piu' brava, ma è assurdo, sempre, dico sempre, succede qualcosa prima, ed io ci arrivo piena di malumore, amarezza, e non m'impegno come vorrei.
oggi poi ci sono arrivata urlando al telefono in macchina per tutto il tragitto, poi ho anche pianto per rabbia, ho cercato di calmarmi prima di entrare, ma negli occhi c'era tutto, ho messo gli occhiali da sole, ho attraversato il piazzale, lì mi sento subito libera, un'altra dimensione, un altro paese, in quel punto scatta il solito pensiero, ed ogni volta mi dico, stringi i denti, stai rafforzando le ali, ancora un po' e poi voli via.....
sono entrata, con quel macigno dentro, la sua gentilezza non è stata, stranamente, ricambiata dalla mia, io lo sono spesso, soprattutto quando gli altri lo sono con me, non ho nemmeno sorriso, ho alzato un muro, la distanza, ho pensato velocemente e non so il perchè, non mi serve piu' per difendermi, ma per attaccare.
ma da cosa, chi! mah...
you?
ti sei rivolto così a me, teacher, e non mi sei piaciuto.
forse sei abituato a persone timorose di fronte ad un esame, ma ne ho fatti parecchi, mi piace, impacciate in una lingua che non è la loro, esitanti, svantaggiate, ma oggi non era il mio caso, ti ho guardato dritta con i miei occhi rossi e non ti ho quasi mai sorriso....
come ero strana a ripensarci
mi hai dato da tradurre i testi, correvo su quel foglio, e il tuo sguardo per un po' è stato fisso su di me... piu' traducevo, piu' cercavo le parole e i tempi, piu' andavo veloce e prima mi allontanavo.
e piu' mi avvicino.
what about meeting  for lunch on the 20th?
cosa aspetto, perchè prendo ancora tempo...
control forms.....
phonetics...
all clear? repeat please....
la mia voce che ripete, e la mia mente che si allinea con quei suoni, sicuri, familiari, perfetti, non li sbaglio mai, non mi correggi mai, che strano....
e così.....mi pulisco, viena a galla la schiuma, e sul fondo divento limpida.
....good.....ok, you have passed the exam
next time lesson 28
thank you
bye

mercoledì 9 maggio 2012

fatica, crampi, sfide...nel nucleo

Ci penso spesso, negli ultimi tempi, a come è strutturata la vita, ci organizziamo in nuclei (la famiglia) nei quali anche se ce li scegliamo, gli apparteniamo con una buona dose di malcotento.
Da quando nasciamo ci dicono che dobbiamo trovare piu' o meno un marito, almeno uno, ma è frequente il secondo, figli, due è l'ideale uno solo cresce viziato, avere benessere, un buon lavoro, e la casa. Sta benedetta casa. Protetti e garantiti.
Mioddio montagne di luoghi comuni.
E in questo bozzolo, ci siamo indeboliti sempre piu', troppa protezione, troppe garanzie, troppe sicurezze, al punto che ormai entri in farmacia e su un espositore c'è la pubblicità di un multivitaminico che recita: fatica, (e fin qui), crampi, (e va bè), sfide, ecco su questa parola si è soffermata la mia attenzione e ho pensato ....un genio quello del marketing che lo ha proposto. Io mi sono sentita leggera. Compresa. Autorizzata. Una parola del genere ti dice c'è un rimedio, puoi deresponsabilizzarti dal timore di impegnarti in qualcosa di nuovo. Sei uno che ha bisogno di essere sostenuto per affrontare una sfida,  ti azzera la consapevolezza che trattasi di vita e che tutta la vita è una sfida!!
come se le sfide fossero per forza fatica, difficoltà, malessere.....le sfide sono anche energia vitale, voglia di vivere, curiosità, sono necessarie, inevitabili......
e poi all'improvviso non so il perchè, ho pensato ai miei nonni, tra un bombardamento e l'altro, che entravano in un improbabile farmacia aperta, e trovavano il multivitaminico, dai su prendiamocene un po' così quando arriva il prossimo allarme antiaerei ci sentiamo meglio, sentiamo meno paura, e abbiamo meno fame.
Non so perchè ho scritto questo post.

venerdì 27 aprile 2012

Se c'eri

L'avremmo trascorso insieme, sarei venuta da te, saresti venuta da me, ci saremmo dette le solite cose, avremmo parlato della solita persona. Io avrei provato quella stessa sensazione....ma sarebbe poi passata, ci ero abituata.
Forse avrei cucinato per te, sono migliorata molto, anzi, avremmo chiacchierato, saremmo state leggere, qualche volta ci riuscivamo....da sole.
ho un ricordo lontanissimo, bello, ce ne andammo un giorno, io e te, in riva al mare, davamo le spalle alla citta' e i nostri occhi guardavano il mare, eri diversa, non eri mia madre, eri una donna che parlava di se' con sua figlia.
C'era tranquillita', mi ricordo che ero serena, lo eri anche tu.
Forse se eri una ragazza madre, ed io la tua unica figlia, avrebbe funzionato.
Alla fine siamo sempre state da sole io e te.
Dove erano gli altri due?

Ti avrei regalato un foulard, ti piacevano molto.
Saresti stata un po' preoccupata per me....se oggi eri qui.

Sarebbe stato bello andare fuori per qualche giorno.
Ti avrei portata in un bel posto.

E' passato talmente tanto tempo che mi sembra di non averti mai avuto, mamma.
Dicono che le persone care restano per sempre dentro di noi.
Io in questi anni ti ho incontrato varie volte.
Quella volta ero da poco in quella nuova citta', e ti vidi.
Cosa volevi dirmi? Mi facesti piangere tanto.
Lo raccontai a lui, e mi confermo' che le persone che non ci sono piu' qualche volta tornano per dirci qualcosa.

Ti andrebbe di venire solo per qualche ora?
Non ti sento piu'.

Ce ne andiamo di nuovo al mare.
Diamo le spalle a tutto.
Guardiamo solo davanti a noi.
In silenzio.
Mi basta.

Ancora auguri, mamma.

giovedì 12 aprile 2012

Non possiamo pretendere che le cose cambino, se

continuiamo a fare le stesse cose……
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere "superato". Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento, e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è la crisi dell'incompetenza. L'inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza di essa tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla. ALBERT  EINSTEIN